Andie va a spasso

Caro visitatore, benvenuto. È un piacere per me averti qui, lascia pure commenti e proponi nuovi topics oppure avvertimi quando hai apprezzato i miei scritti, se non ti sono piaciuti..non preoccuparti, non devi per forza dirmelo. "Perché siete tutti così sinceri?". Citazione di..?

mercoledì 8 febbraio 2012

Carboidratati

Una mia amica esperta nutrizionista mi ha detto che il grano ha un effetto a livello mentale, dal momento che contiene oppiodi. In pratica, funziona come una specie di droga e induce al sedentarismo e all'apatia. Infatti, esiste anche l'espressione "coma da carboidrati" o, in inglese, "carb-coma".
E non stiamo parlando di karma-coma.

Oggi, leggo che in Russia ci sono manifestazione contro il regime Putin, anche con 20 gradi sotto zero. Si sono ribellati Tunisia, Egitto, Siria, Iran, persino negli Stati Uniti si tenta con Occupy Wall Street e Boston. A noi cosa succede?

Sembra quasi che questo grano ci immobilizzi, ci ipnotizzi, ci pietrifichi e mummifichi.

Io propongo una pulizia del sangue e una sospensione di pasta, pane e pizza per un periodo massimo di 6 mesi. Secondo gli esperti è un tempo sufficiente per preparare le nostre vene a scendere in piazza e iniziare la rivoluzione.

Che ne dite?




mercoledì 23 novembre 2011

E non finisce qui

Cari amici, forse per prendermi in giro, forse perché le onde di un'azione restano per molto tempo dopo che la stessa è finita, ma l'amministrazione francese continua a fare parte della mia vita e anche da lontano continua a divertirmi (non proprio). Ora saprete come.

Prima di partire ho chiamato la banca per chiedere come bloccare l'autorizzazione di prelievo dal mio conto all'operatore di telefonia fissa e Internet (Free) perché ero sicura che mi avrebbero giocato brutti scherzi.. La banca mi ha indicato come fare e io l'ho fatto. Dunque pensavo di aver messo tutto a posto. Oggi, consultando per caso il mio conto corrente vedo che nulla è a posto perché è avvenuto un altro prelievo da parte di Free. Non mi soprende più di tanto. Mi aspettavo comunque qualche problema di qualsiasi natura esso fosse.
Chiamo la banca e spiego che ho effettuato il procedimento di blocco dell'autorizzazione di prelievo, etc.., etc..
Ovviamente il tipo mi dice subito che non è valido perché non ho mandato una raccomandata!
Io gli faccio presente che il suo collega dell'altra volta mi aveva detto che potevo farlo attraverso l'interfaccia del mio conto corrente senza raccomandata. A questo punto, ormai è la prassi conosco tutti i singoli passaggi, il tipo mi dice che verifica. Sparisce e non torna più per svariati minuti. Al suo ritorno, la sorpresa: ovviamente avevo ragione, avevo regolarmente fatto quello che si doveva fare per bloccare l'autorizzazione di prelievo, ma loro non avevano tenuto conto della mia richiesta (che novità!). A questo punto, il tipo mi rende noto che ha già avviato la procedura di rimborso della somma prelevata.
Allora, oso chiedere: - Ma come? Mi rimborsate voi? E poi la Free con chi se la prende?
- Non si preoccupi Signora ce la vediamo noi.
- Cioè mi pagate voi l'ultima fattura?
- No, noi ci riprendiamo i soldi da Free, poi la Free se vuole ritorcersi contro di Lei lo farà, a me questo non interessa.
- Sì, ma interessa a me. Io non voglio che mi rimborsiate i soldi presi da Free, voglio solo che da ora in poi SOSPENDIATE L'AUTORIZZAZIONE DI PAGAMENTOOO!!
- È impossibile Signora, Lei sarà rimborsata domani.

Le pupille mi giravano tutto attorno ai confini degli occhi. Sto sognando? O son desta?
Adesso, grazie alla banca che non ha tenuto conto della mia richiesta e che poi ha fatto di testa propria con il rimborso senza che neanche io glielo chiedessi, avrò la lettera di Free che si ritorcerà contro di me e che mi chiederà di pagare anche i danni per tutto il casino avvenuto.
Inoltre, tante altre cose potrebbero succedere e adesso che siete più pratici con l'amministrazione dell'Esagono potete aiutarmi a indovinare: La banca mi rimborsa e poi mi chiede le spese di dossier per il rimborso?
La banca mi rimborsa, poi Free si ritorce contro di me e io gli dico che non sono stata io a chiedere alla banca di rimborsarmi e di chiedere a loro il rimborso a loro volta, gli dico che io volevo lasciare andare il pagamento già prelevato ma che la banca mi ha obbligata a non pagare?? Mi crederanno? Ovviamente no! Quindi dovrò chiamare la banca per supplicarli di convincere la Free che non sono stata io a non voler pagare, ma che mi hanno contretta loro a essere rimborsata per poi chiedere a loro volta il rimborso alla Free che adesso se la sta prendendo con me per qualcosa che non volevo fare?
Sono nel paese della libertà, ma non sono neanche padrona del mio conto corrente???

Continua...
Vediamo cosa succederà, come e...QUANDO??


sabato 19 novembre 2011

La casa chiude i battenti

Cari fans, vi chiedo scusa per la mia lunga assenza, ma ultimamente ho vissuto una profonda crisi: tornare in Francia per poter scrivere ancora i miei post o restare qui e non farvi piü divertire? Accetto voti. Fatemi sapere cosa ne pensate.

Qui funziona tutto bene: vuoi fare la tessera nazionale per avere sconti sui treni e non hai né un indirizzo, né un conto in banca? Non c'è problema, vai alla stazione e in due minuti ce l'hai in tasca.
Vuoi avere un numero di cellulare? Non c'è problema, vai in qualsiasi negozio e in tre minuti ce l'hai.
Vuoi contestare una multa? Non c'è problema, basta dimostrare che non eri lí quel giorno e te la tolgono.
Tutto è semplice, tutto troppo semplice, non sono piü stressata e sto iniziando a preoccuparmi.
Un mio amico tedesco che era venuto a trovarmi a Parigi l'anno scorso mi ha chiesto: - Manu, ma cosa ti è successo?
- In che senso?
- Non lo so, ti vedo molto piü tranquilla, a Parigi eri stressata.
I miei capelli hanno tirato un sospiro di sollievo: "Allora si vede che stiamo molto meglio", hanno pensato con fierezza.
Allora si vede anche da fuori che le mie cellule si sono calmate! Non ho potuto fare a meno di ricordare un incubo avuto la settimana scorsa: tornavo a Parigi! Mon Dieux, ma che volgarità.

Adesso, sto portando avanti una delle mie indagini statistiche sui tedeschi e devo dire che non sono ancora riuscita a pensare a un solo post divertente, qui non succede nulla di assurdo!! I vicini nel palazzo sono gentili e dicono sempre buongiorno con il sorriso; i commessi nei negozi quando vedono che non parlo la lingua mi aiutano in tutti i modi con frasi in inglese, frasi in italiano o gesti universali; le biciclette salgono sui marciapiedi e nessuno si incavola; persone che ho da poco conosciuto mi invitano a casa; i miei colleghi mi invitano a pranzo; la gente mi sorride negli autobus; nei treni gruppi di amici ridono a crepapelle, le persone parlano e i bambini giocano indisturbati!! Ma vi rendente conto??? Siamo al limite del ridicolo. Io non ho parole! Sono tutti pazzi! E insomma, dico io!

Quindi... vi renderete conto da soli, che qui.... tutti sono talmente gentili da essere noiosi e io ho iniziato a pormi questa domanda al contempo inquietante e ai limiti della dimensione spazio-temporale: dovrei tornare a Parigi per alimentare il mio blog o abbandonare progressivamente i miei fans?
Dunque, aiutatemi nella scelta con i vostri voti e commenti. Magari proverö spasmodicamente a trovare qualcosa di assurdo qui e a scrivere qualche post e poi, se non vi faranno ridere, chiuderö i battenti o mi riciclerö in blogger di ricette. Che ne dite? Partecipate al sondaggio numerosi. 

sabato 29 ottobre 2011

La risposta non la devi cercare fuori...

Ricordo sempre quella scena del film L'attimo fuggente in cui il professore sale sul tavolo per rappresentare un'attitudine di apertura verso la vita grazie alla quale si è sempre pronti a cambiare il proprio punto di vista. Non per forza bisogna cambiarlo, ma sicuramente è più che consigliato guardare agli avvenimenti o ai problemi da un'altra prospettiva. Sempre. Prima di prendere una decisione e di stabilire cosa pensare e che posizione prendere. E comunque è più che saggio rimanere aperti alla possibilità di cambiare di nuovo idea, se approfondendo l'argomento si scoprono cose che prima non si sapevano e che cambiano la nostra opinione a riguardo.

Questo flusso naturale e costante ci permette di non essere delle pietre in balia delle nostre stesse croste mentali, ma di vivere come individui capaci di usare tutte le risorse che il nostro cervello ci offre.

A tal proposito, il libro Come decidiamo, di Jonah Lehrer, illustra un esperimento condotto su votanti dei due schieramenti politici americani (repubblicani e democratici). L'esperimento consisteva nel monitorare l'attività neuronale dei partecipanti mentre venivano loro comunicate alcune notizie contrastanti circa le posizioni prese dai loro politici preferiti, ossia, ad esempio: Durante la campagna elettorale, un dato giorno Bush ha affermato che intendeva assicurare la migliore copertura medica possibile per tutti i veterani del Vietnam; quello stesso giorno la sua amministrazione ha firmato una legge per tagliare la copertura medica a 164.000 veterani.
Riguardo al candidato democratico, Kerry, si è detto ai partecipanti che aveva, a distanza di poco tempo, fatto affermazioni contrastanti sul suo voto per l'autorizzazione della guerra in Irak.
Al termine delle operazioni, si è chiesto a entrambi i gruppi quale delle due menzogne fosse più grave. Tutti quelli che votavano per Bush hanno affermato che la menzogna più grave era quella di Kerry, mentre quella di Bush non era poi tanto grave e viceversa.

Questo dimostra quanto il cervello, per restare tranquillo e non dover rivedere le proprie posizioni anche quando sa che sono sbagliate, racconta balle a sé stesso per stare con la coscienza a posto. Nel cervello avviene una vera e propria lotta tra diverse regioni, mirata a mantenere la propria opinione mentre si viene informati della contraddizione o della verità. Invece di utilizzare la parte razionale del cervello per ragionare sulle affermazioni contrastanti e giungere alla naturale conclusione, i partecipanti la stavano utilizzando per difendere il proprio candidato e una volta convinto tutto il cervello che questo aveva ragione e che l'altro era nel torto, hanno fatto appello al circuito interno della ricompensa che ha generato una sensazione di piacere a cui, naturalmente, si sono attaccati e da cui non volevano staccarsi più.

Dunque, quando non vogliamo ammettere qualcosa, utilizziamo tutto il nostro potenziale intellettuale per darci delle scuse e convincerci che abbiamo ragione, ignorando le informazioni di cui non vogliamo tenere conto e inventando cose che possano sostenere la tesi desiderata, quando siamo a posto con questa opera di convincimento, ecco che ci arriva la nostra dose di emozione positiva a farci sentire talmente bene da non darci per niente al mondo la voglia di uscire dalla questa zona di confort e metterci in discussione. Quindi il problema è chimico!! Basta solo accettare di sentirsi male per un po' e fare i conti con la chimica del fastidio e rimettere in discussione le proprie idee quando si sa benissimo che sono sbagliate.

Come diceva il mio idolo Quelo: la risposta non la devi cercare fuori, la devi cercare dentro e però è....
sbagliata!


lunedì 17 ottobre 2011

Cosa succederebbe se....

Ho l'impressione che ovunque mi giro qualcuno cerchi di metterci in gabbia. Ci dicono cosa dobbiamo pensare, cosa dobbiamo o non dobbiamo fare e la chiamano democrazia. Qualche giorno fa, dopo aver guardato ogni tipo di programma alla televisione italiana per una settimana, ho pensato: Oh mon Dieu! ma siamo in trappola, noi metà assennata della popolazione italiana siamo in trappola, siamo schiavi della metà che ha perso il cervello, che forse non l'ha mai avuto, che ha troppi interessi economici per poter conservare un briciolo di buon senso, siamo schiavi. E non possiamo fare nulla. C'è quest'uomo, che paga i suoi compagni di partito, che paga chiunque abbia bisogno di far tacere, che ha un'ottima padronanza delle strategie di comunicazione... un solo uomo... e siamo tutti schiavi, e la chiamano democrazia............ può essere democratico il governo di uno?
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Sto iniziando a credere davvero che la democrazia non esista e comunque non in questo modo di sicuro. Sto iniziando a dubitare fortemente del fatto che pochi scelti da tanti ignoranti possano governare tantissimi. Sto iniziando a dubitare seriamente del fatto che la democrazia sia giusta e a pensare che non sia poi tanto diversa da tutte le altre forme di dittatura.
La nostra democrazia, poi, è quella che lascia impuniti centinaia di parlamentari inquisiti per reati vari, che lascia liberi gli assassini responsabili delle mille vite perse a L'Aquila, ma che vuole condannare Battisti per le cinque di cui è responsabile. Chiamala democrazia. Bella... questa democrazia.
E potrei andare avanti per anni con esempi fantastici di democrazia, da un lato all'altro dell'oceano.

E se fossimo fatti per autogovernarci? Se fossimo capaci di utilizzare le mille potenzialità che abbiamo in quanto esseri dotati di un cervello spettacolare per inventare una nuova forma di governo o di non governo invece che per possedere sempre di più, fare sempre più soldi sul sudore e sulle spalle di tanti altri?
Io non ho il tempo di fare fortuna, ho troppe cose da fare più interessanti. Ciò non significa minimamente non guadagnare abbastanza da poter vivere in una bella casa e fare tutti i bei viaggi che voglio, ma che senso ha avere milioni di miliardi che non userò mai, ci sono talmente tante cose che voglio vedere, imparare, studiare, capire, a che serve passare il tempo solo a fare soldi... che noia...

Il colore dei soldi genera le nostre "democrazie"? O sono le nostre "democrazie" a dare il diritto di godere del colore dei soldi di cui si nutrono per crescere e prosperare?

La democrazia non si nutre forse di ignoranza? Non si nutre forse del bisogno delle persone di essere controllate? Non si nutre forse di paura?

Cosa succederebbe se smettessimo tutti e una volta per tutte di vivere nella paura? Del terrorismo, delle guerre, delle epidemie, del vicino, degli altri. Cosa succederebbe se fossimo tutti liberi, coraggiosi, critici, colti e forti? Potrebbe la "democrazia" attuale sopravvivere a una tale catastrofe?

sabato 1 ottobre 2011

Ecologica efficienza

Se dovesse capitarvi che nel negozio di alimentari vi dicano: - Mi dispiace, Signora, ma non c'è più carta nella bilancia delle verdure ed è molto difficile ricaricarla, quindi non può comprare frutta.

Se doveste ricevere 5 volte in due giorni la stessa lettera e doveste pensare che tra le cinque ci potrebbe essere una minima differenza e doveste cercare questa differenza in ogni cifra figurante sulla lettera e doveste scervellarvi per trovare tale differenza, per poi scoprire che sono tutte esattamente uguali e che semplicemente l'ospedale, l'agenzia delle entrate o la banca vi ha mandato 5 volte la stessa identica lettera.

Se doveste passare 30 minuti di orologio ad aprire tutti i singoli pacchetti di tutti i rossetti presenti nel negozio, assieme a uno dei commessi, per cercare il colore che desiderate semplicemente perché gli articoli non sono esposti ma chiusi in una vetrina a cui i clienti non hanno accesso.

Se doveste sentirvi dire in banca che non potete aprire un conto se non avete una residenza e nell'agenzia immobiliare che non potete firmare un contratto di affitto se non avete un conto in banca.

Se doveste fare tre ore di fila alla cassa del supermercato perché la cassiera deve inserire a mano tutti i codici degli articoli  poiché non li conosce e chiama ogni volta qualcuno al telefono per farseli dare.

Se doveste superare una feroce selezione per seguire qualsiasi corso di studi, anche pubblico, gratuito e universitario... non vi preoccupate, siete su Candid Camera e non siete soli... ci siamo anche noi!

mercoledì 28 settembre 2011

Go with the wind

Già lo vedevo davanti a me.
Cercava di sorpassare sulla destra le auto talvolta in movimento, talvolta ferme a uno dei mille semafori che costellano le vie di Parigi, ma veniva continuamente spaventato da una porta che si apriva a destra, da un'auto che si spostava leggermente su un lato.
Prima lo osservavo da lontano, poi, in men che non si dica, l'ho raggiunto e ha iniziato a ostacolare il mio passaggio. Ho iniziato a mandargli messaggi subliminali e telepatici: - Dai, sorpassalo, c'entri benissimo tra quelle due porte, ci entrerebbero tre biciclette... ma non serviva a nulla.

Così ho deciso di fargli vedere chi ero: un napoletana sulla bici a Parigi, e di fargli vedere come ci si destreggia nel traffico cittadino. Un-due, un-due...
Una porta si apre a destra? Leggero e impercettibile shift verso sinistra.
Le macchine si fermano al semaforo? Non c'è momento migliore per sfrecciare tra berline e monovolume per guadagnare i primi posti. Come una freccia, leggera e diretta verso l'obiettivo finale e soprattutto: senza paura!

Quando prendo qui la bici osservo questi tipi che guidano timidamente, sempre sulla destra, senza osare superare le auto a destra e a sinistra, magari per paura di rompere uno specchietto o di farsi schiacciare. E poi arriva la mia amica romana, che sale sui marciapiedi, si getta dall'altro lato della strada con l'ultimo secondo di semaforo giallo, surfa sull'onda degli incroci per prendere la direzione che le serve inserendosi nel flusso come una goccia lungo la corrente del fiume e poi ci sono io.... cresciuta nella scuola di Napoli, in cui un centimetro è uno spazio più che sufficiente per far passare una bici e dieci centimetri sono già uno spazio enorme per lasciar passare un motorino, in cui una distanza di 10 km da casa mia alla stazione la comprivamo in poco più di quattro minuti con la moto del mio compagno di liceo, in cui una porta che si spalanca a destra all'improvviso è la cosa meno pericolosa che possa capitare nella vita. Tutto è già formattato nel nostro DNA da prima che nasciamo, quella porta siamo già formati per schivarla ben prima di venire alla luce...

Ecco come avanziamo... come vele nella direzione del vento, come frecce scoccate dall'arco perfetto, facendoci piccoli piccoli quando serve e grandi grandi quando la situazione lo richiede; pesanti pesanti quando ce n'è bisogno e leggier leggier quando teniamo le cosce mosce mosce e non ce la facciamo neanche a camminare.
Go with the wind.